Già è passato un anno da quando ho affrontato il TOR100 (Cervinia – Courmayeur), la gara più lunga e difficile che io abbia concluso. Pochi sanno che appena tagliato il traguardo mi sono detto nella testa che non l’avrei più fatta: troppo tecnica, troppo difficile, poco corribile (figuriamoci a fare l’anello della 330 chilometri).

Poi, con il passare delle ore, capivo (e metabolizzavo) sempre di più di aver compiuto un grande viaggio, una piccola impresa e per assurdo anche di quanto avrei potuto spingere e correre di più; ero nella vita di tutti i giorni ma dentro rivivevo i colli, le notti, i ristori, i volontari.
Velocemente, senza che me ne accorgessi, quella gara mi era entrata nella pelle, nell’anima. A distanza di un anno, il ricordo di quei 110 chilometri e quasi 8000 metri di dislivello fatti, è qualcosa di vivo e forte che mi accompagna quotidianamente.
Un’esperienza incredibile, il coronamento di un sogno, una rivincita!

Buona gara a chi è già partito e a chi partirà in questi giorni per l’edizione 2026. Godetevi il viaggio e le bellezze straordinarie della Valle d’Aosta; se anche il cerchio non si dovesse chiudere sarete stati comunque dei giganti.
W il Trail!
IL RACCONTO COMPLETO:
Parte 1 – TOR100: l’inizio di un grande viaggio
Parte 2 – TOR100: la prima dura notte
Parte 3 – TOR100: l’arrivo a Courmayeur
Scopri di più da SentieroVeloce
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.