Molto spesso cerchiamo disperatamente gare da fare nel weekend, abbiamo quella voglia irrefrenabile di indossare un pettorale e di voler fare una prestazione importante che vada a ripagare gli allenamenti e le tante ore trascorse sui sentieri durante l’anno e così facendo, spesso, ci dimentichiamo che fuori dalla finestra c’è un mondo da scoprire, da respirare, da correre anche senza un numero addosso.

In futuro, con le mie scarpe da gara e il mio zaino, mi vedo sempre più a caccia di lunghi viaggi fra catene, rifugi e ghiacciai; mi piacerebbe trasformare gli allenamenti, specialmente i lunghi, in giornate sempre più memorabili che mi riempiano gli occhi di stupore e il cuore di emozioni. Mi affascina poter progettare un itinerario, disegnarlo nella mente e poi viverlo a modo mio, magari solo con me stesso.
Da tempo avevo in mente di raggiungere il Chiarella al’Amianthe (2979 metri), un rifugio lontano, posizionato quasi “alla fine del mondo” fra Italia e Svizzera; si tratta di una struttura piccola, spartana ma incredibilmente bella e autentica sopra Ollomont.
In compagnia di Michele, alle prime luci del giorno, iniziamo l’ascesa dalla piccola frazione di Glassier (1500 metri); dopo 40 minuti circa attraversiamo la Conca di By, un bellissimo altopiano con un laghetto artificiale, numerosi alpeggi e piccole baite. Quello che mi stupisce mentre camminiamo sono le numerose e particolari vette rocciose che ci circondano e, mano mano che saliamo, riusciamo sempre di più a scorgere il ghiacciaio in cima al Monte Vélan (3731 metri). Passati i prati di alta quota il tragitto diventa molto più ripido su sentieri stretti e terrosi; finalmente scorgo, una centinaia di metri sopra di me, la bandiera del rifugio, ci siamo quasi. Poi, improvvisamente, una bella sorpresa: bisogna affrontare un tratto ripido e roccioso (quasi verticale) con l’ausilio di corde e scalini di ferro anche se le mie Kailas Fuga EX330 mi danno una sicurezza di presa incredibile sul terreno. Questo passaggio tecnico, anche divertente per chi ha esperienza in alta montagna, deve essere comunque affrontato con molta attenzione, specialmente nella discesa.

Finalmente, dopo questo tratto attrezzato, siamo al rifugio ma la nostra meta è più in alto. Le temperatura è decisamente bassa, il vento soffia fortissimo; ci copriamo, mangiamo qualcosa e proseguiamo all’ombra di grandi guglie rocciose e paesaggi brulli d’alta quota. Dopo aver aggirato un brevissimo tratto stretto ed esposto, il sentiero diventa comodo e si cammina, nonostante gli oltre 3000 metri di quota, senza nessuna difficoltà tecnica in un vallone ampio e paesaggisticamente particolare: sembra di essere sulla luna!
Dopo 4 ore di salita, ci siamo, siamo in cima; abbiamo raggiunto la Tete Blanche de By a 3413 metri di quota e ci troviamo esattamente sul confine geografico fra Svizzera e Italia.
I miei occhi ammirano uno dei paesaggi alpini più belli e clamorosi che abbia mai visto; sono all’ombra del Grand Combin (4314 metri) e soprattutto a pochi metri da una vastità impressionante di ghiacciai elvetici (Glacier du Mont Durand, Glacier du Croissant, Glacier du Sonadon). Semplicemente, che spettacolo!

Dalla sommità della cima poi c’è un panorama incredibile a 360° (si possono ammirare tutte le grandi vette valdostane); il Chiarella all’Amianthe è un puntino lontano sotto il Monte Vélan che da questa prospettiva mostra con orgoglio gran parte del suo ghiacciao sommitale.
Dopo aver riempito l’anima di bellezza iniziamo la discesa corricchiando fino al rifugio. Ci fermiamo per un piatto di pasta e una birra fresca. Ci sono poche persone, l’ambiente è familiare, rustico ma vero. Qui non arriva il turismo di massa, c’è silenzio e l’unico rumore che si sente proviene dalla stufa vicino al nostro tavolo. Fuori dalla finestra ammiriamo un branco di stambecchi come regalo della natura per la nostra fatica. Già, se si è disposti a lasciare la macchina lontano, a fare dislivelli importanti e a soffrire, la montagna ripaga con delle meraviglie che neanche l’intelligenza artificiale può cerare.

Torniamo alla macchina avendo totalizzato 17 chilometri, 2000 metri di dislivello positivo e la voglia di tornare al più presto sui sentieri per ammirare paesaggi incredibili.
Scopri di più da SentieroVeloce
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.