Ci sono distanze, traguardi che sembrano irraggiungibili quando gli altri intorno a te migliorano, fanno risultati e tu, nonostante le tantissime gare e gli allenamenti (fatti senza coach o metodo), ti sei abituato ad arrivare sempre negli ultimi posti della classifica nei trail da 25 chilometri.
Ti autoconvinci che potrai cavartela e divertirti un po’ di più soltanto nelle distanze “entry level” (15-18 chilometri); affrontare distanze da maratona o superiori è qualcosa che non fa proprio al caso tuo. Il 2024, primo vero anno nelle competizioni, termina più o meno così, con queste convinzioni.
Inizia l’inverno e qualcosa nell’aria è cambiato, mi sento bene, in allenamento sui sentieri mi sembra di essere più veloce in salita e in discesa, le gambe girano. Solo una sensazione?
Le risposte arrivano subito in due gare invernali su neve (tipologia Snow Trail e Snow Vertical) dove i tempi sono inaspettati e il fondo della classifica è molto più distante di come ero solitamente abituato, sono molti di più gli atleti che riesco a tenere dietro. Il morale sale. Non sono diventato un campione ma risalire le classifiche di qualche posizione mi rende felice ed orgoglioso (in fondo non corriamo tutti per vincere).

Il 9 Febbraio 2025, a Valdengo, va in scena il Winter Brich Trail, una gara molto conosciuta e partecipata in Piemonte; fra le varie distanze disponibili mi sono iscritto alla più lunga: 43 chilometri con quasi 2000 metri di dislivello positivo. Quasi nessuno avrebbe scommesso che sarei riuscito a portarla a termine, quel giorno la distanza era veramente ardua e il tempo massimo era di sole 8 ore.
In griglia di partenza, fra tanti atleti abituati a quei chilometraggi, non mi sentivo spaventato, ero sereno e concentrato. Mi sono detto: “Ci rivediamo qui fra 40 chilometri!”.
Credo di aver gestito con grande forza mentale la competizione; non ho mai pensato a quanto mancasse all’arrivo ma ho sempre e solo proiettato i miei sforzi e pensieri al successivo ristoro. Nonostante il dislivello non banale e il terreno molto fangoso e scivoloso in gran parte del tracciato, ho corso quasi tutta la gara e ho dovuto gestire solo una piccola crisi intorno al 30° chilometro. Mi sono divertito, me la sono goduta.
All’arrivo, ad aspettarmi, c’era la mia fidanzata che oltre ad essere la compagna fedele e paziente in questo mio viaggio nel mondo del trail, è sempre stata una delle pochissime persone convinte, forse l’unica, che io potessi farcela. Così è stato. Ce l’ho fatta.
Taglio il traguardo in 7 ore e 4 minuti, classificandomi 192° su 210 arrivati.
Per me è stato come vincere!
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