Trail dei Monti Simbruini: la gara del cuore

Vivo, mi alleno e gareggio sulle Alpi; ho fatto il Tor des Géants (100KM) e altre decine di gare fra larici, cascate e ghiacciai eppure da anni sognavo di correre sulle mie montagne.

Dovevo correre sugli Appennini, dovevo indossare un pettorale al Kailas Fuga – Trail dei Monti Simbruini; era un tassello mancante in tante gare fatte fra Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria.

Alla fine, dopo diversi anni dove non sono riuscito ad incastrare gli impegni e il lungo viaggio che mi separa da casa, mi sono forzato di essere al via della competizione a tutti i costi.

Il 17 Maggio, insieme a mio fratello Daniele (al debutto in una gara di trail), ero a Campo dell’Osso (Subiaco – RM) sotto l’arco di partenza con il pettorale #272 sulla distanza del Medium Trail (25 KM con 1300 D+). Nonostante questa volta non partissi per fare un risultato interessante in termini di cronometro (sempre per quelle che sono le mie potenzialità di atleta di bassa classifica) ero davvero emozionato di poter correre fra quelle faggete e quei crinali anche se allo stesso tempo mi faceva veramente strano essere lì, fra tanti volti amici e luoghi così familiari. Ora lo so, è veramente bello correre a casa!

I paesaggi meravigliosi dei Monti Simbruini, un vero scrigno di bellezza e natura ad un passo da Roma, sono la cornice perfetta per una gara molto varia e divertente ma a tratti insidiosa anche a causa delle forti piogge dei giorni precedenti all’evento (abbiamo incontrato qualche brevissimo tratto di neve).

L’arma vincente di questo trail, come già detto, è il suo essere molto vario come tipologia di sentieri e tecnicità. Sicuramente se si ha una buona gamba è molto corribile fra gli infiniti altopiani carsici e i boschi di faggete ma bisogna fare anche attenzione alle diverse salite, brevi ma ripide. Nel tracciato poi non mancano creste aeree, singletrack e brevi discese tecniche.

Il momento più emozionante forse è stato il passaggio a “Le Vedute” un tratto di sentiero stretto, corribile e molto panoramico ai piedi del Monte Autore (la cima più alta della provincia di Roma – 1854 mslm); possiamo definire questo tratto senza ombra di dubbio come una balconata sull’intero Parco Regionale dei Monti Simbruini. Erano anni che sognavo di passarci in gara. Veramente bellissimo!

L’organizzazione è stata impeccabile: i ristori ben posizionati sul percorso e super forniti; i volontari lungo il tracciato pronti a segnalare i tratti più insidiosi ed infine il pasta party finale a buffet ricco e vario (anche con dolce e caffè).

L’unica cosa che mi dispiace ed è per questo che forse scrivo queste righe è il fatto che la gente della mia terra guardi sempre al mondo alpino come qualcosa di perfetto e inarrivabile in tutto ma non è sempre così perché questa, sotto ogni punto di vista, è stata fra le gare più belle che abbia mai corso.


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