Come scegliere la scarpa giusta da Trail? Consigli facili e pratici

Fin da quando ho iniziato a correre sono rimasto affascinato dalle soluzioni tecniche che vengono studiate per creare nuove scarpe da gara e, allo stesso tempo, mi sono anche accorto che trovare una giusta calzatura non è per nulla scontato e semplice; ci sono tanti fattori da conoscere e tenere in considerazione se non si vogliono buttare tempo e denaro.

In primis bisogna capire bene l’utilizzo che dobbiamo farne: una scarpa minimalista, adatta per gare brevi o poco tecniche, non sarà idonea per affrontare un Tor des Géants e, allo stesso tempo, due scarpe progettate per lunghe distanze, non è detto che vadano bene per tutte le competizioni: una Tuscany Crossing è ben diversa da una Valmalenco Ultra Trail.

Poi va detto che ci sono scarpe adatte a tutte le tipologie di atleti e di peso, altre progettate più per corridori élite o per chi comunque cerca la prestazione. Ad esempio, per le lunghe distanze, chi ha come me l’obiettivo primario di vivere un viaggio sceglierà un modello con un ottimo comfort e un’ottima ammortizzazione mentre chi vuole lottare per un piazzamento importante userà una calzatura più leggera, precisa, reattiva (a volte anche con l’ausilio della piastra in carbonio nell’intersuola).

Poi, al di là di capire la taglia per l’acquisto (sconsigliato on-line inizialmente), è molto importante capire la forma del proprio piede e il giusto spazio di margine da volere (personale) fra le dita e la punta della scarpa per evitare nelle lunghe e ripide discese di toccare e rischiare le temute unghie nere (io di solito mi regolo con l’intera larghezza del pollice).

Importantissimo è sapere anche che il fit di ogni calzatura è differente (come appunto la forma del piede): c’è la scarpa a pianta larga, quella che ti fascia bene ma rimane più stretta sia lateralmente che nell’avampiede, ecc. Facendo un esempio pratico, provando in negozio le ultime Hoka Speedgoat 7, le dita in avanti avevano il giusto spazio di movimento ma, diciamo all’altezza del mesopiede, le sentivo troppo strette e per una gara come la Monte Rosa WW da 120 chilometri non sarebbero state comodissime una volta che i piedi si sarebbero gonfiati.

Le parti che compongono una scarpa sono tante e diverse ma quelle che ritengo personalmente più importanti da valutare sono:

SUOLA: è il contatto con il terreno, ci deve far sentire sicuri il più possibile e quindi deve avere un ottimo grip, su tutti i tipi di fondi e condizioni atmosferiche (io mi sono trovato benissimo con Asics Grip e Vibram). I tasselli, a mio parere, devono ricoprire il più possibile la superfice della pianta e in base all’altezza si adattano meglio a determinati terreni: tacchetti da 2/3 mm vanno bene per gare veloci e poco tecniche; da 3,5 a 5 mm sono forse il range di misura tutto fare, si adattano bene un po’ a tutti i tipi di fondo (anche per gare alpine) mentre dai 4,5 mm in su sono ideali per i sentieri dove possiamo trovare un terreno fangoso.

INTERSUOLA: è lo strato di gomma fra il battistrada (la suola) e la soletta interna dove è poggiato il nostro piede; è sicuramente una delle parti fondamentali da valutare per l’acquisto di una shoe.

Esistono intersuole più minimaliste (alte quindi pochi centimetri e più dure) più adatte a gare brevi o molto tecniche (esempio skyrace), ideali per chi vuole avere un ottima sensazione di contatto con il terreno. Poi ci sono le “super” intersuole, spesse e morbide (a volte con un “effetto gommone”) adatte per le lunghe distanze, per gli atleti più pesanti o per chi comunque predilige il comfort o camminare tanto in gara. Con le tecnologie di ultima generazione esistono comunque delle intersuole “max” composte da schiume che, oltre alla morbidezza, hanno anche un ottimo ritorno di energia e aiutano ad avere un buon ritmo di corsa (al di là della presenza o meno della piastra in carbonio).

TOMAIA: è la parte che avvolge il piede e deve essere sicuramente ben resistente e traspirante; per gli atleti pesanti o ad esempio con una iperpronazione è buono avere delle cuciture o dei rinforzi laterali che aiutino il sostegno e il giusto appoggio. Un plus da valutare potrebbe essere la ghetta incorporata che fascia meglio la caviglia e non permette l’accesso di piccoli detriti durante le corse.

Se state iniziando ora a correre sui sentieri e volete comprare una scarpa è bene farsi consigliare magari da un amico che corre già da anni e ha sicuramente più esperienza nel campo oppure rivolgetevi ad un negozio specializzato di calzature da running o di montagna. Personalmente sconsiglio di andare troppo dietro alle pubblicità o alle mode del momento ma può sicuramente essere utile, per farsi un’idea o anche per iniziare ad avere un’infarinatura nel settore, guardare test o leggere recensioni.

La regola base rimane sempre quella di capire che atleta sono (performance, peso) e che gare devo affrontare (lunghe, corte, tecniche alpine o sterrato).


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